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Per le bollette a 28 giorni in 12 milioni senza rimborso

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Per le bollette a 28 giorni in 12 milioni senza rimborso

Pubblicato da: Francesca Emilio
Categoria: Notizie

Sono ancora 12 milioni gli italiani che devono avere il rimborso per le bollette a 28 giorni decise dagli operatori nel 2015 e smantellate con una delibera Agcom nel 2017. Cinque anni fa i gestori telefonici avevano trovato il modo per far pagare agli utenti 13 mesi di abbonamento telefonico invece di 12. Un escamotage nato per la telefonia mobile ma poi esteso alla fissa. Il problema è che il sistema poteva essere applicato a qualunque tipo di bolletta e aveva ingolosito anche un gestore di tv a pagamento come Sky. Da qui l’intervento del regolatore e del governo. Il problema è che gli operatori non si sono adeguati subito alla delibera e quindi, per il periodo in cui non è stata applicata, hanno continuato a far pagare agli utenti bollette da 28 giorni. E dunque le associazioni dei consumatori hanno chiesto di rimborsare gli utenti che aveva pagato questi mesi in più, ossia tutti. E qui si è aperta un’altra questione in quanto mentre l’Agcom aveva disposto un rimborso automatico per gli utenti, i gestori pretendevano e pretendono una richiesta esplicita da parte degli utenti.

«Sono piccole cifre per gli utenti 40-50 euro – ha spiegato Emilio Viafora, presidente di Federconsumatori – ma per i gestori, sopratutto per chi ha tanti clienti come Tim, Vodafone e Wind Tre, la cifra totale è importante. E quindi se 12 milioni non chiedono il rimborso perchè non hanno capito come si fa o semplicemente non hanno voglia, la prolungata resistenza al pagamento è un ottimo affare».

Inoltre per allungare i tempi i gestori hanno presentato ricorsi a pioggia al Tar e al Consiglio di Stato. Giovedì prossimo il Cds esaminerà l’ennesimo ricorso contro la delibera dell’Agcom che ordinava il ritorno alla fatturazione mensile. «La vicenda si trascina da anni – ha spiegato il Codacons in una nota – e prosegue nonostante i giudici del CdS si siano già espressi sull’obbligatorietà dei rimborsi agli utenti»

E dunque proprio contro gli ostacoli che le compagnie telefoniche stanno opponendo ai rimborsi, ossia devono essere automatici e non su richiesta, l’associazione ha anche deciso di rivolgersi alla Procura della Repubblica denunciando i gestori telefonici per i reati di appropriazione indebita e Inosservanza dei provvedimenti dell’Autorità. Non solo. Sempre dinanzi al Consiglio di Stato il Codacons ha presentato ricorso per ottemperanza affinchè gli operatori telefonici siano costretti a pagare un euro per ogni giorno di ritardo nell’elargizione degli indennizzi spettanti agli utenti. Certo chi ha fatto richiesta è stato rimborsato non in contanti ma con giga o ricariche. Resta il problema di chi ha cambiato gestore che fatica a riceve il rimborso, anche se Tim promette di fare bonifico. In ballo ci sarebbero rimborsi che, secondo i consumatori, ammontano a circa 350 milioni di euro.

Articolo: ilgiornale.it