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Luce e gas per aziende: come alleggerire la bolletta?

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Luce e gas per aziende: come alleggerire la bolletta?

Pubblicato da: Francesca Emilio
Categoria: Notizie

Non è un momento facile per i piccoli esercenti, costretti da un giorno all’altro allo stop oppure alla chiusura anticipata, a seguito degli ultimi Dpcm. Risparmiare sulle bollette di gas e luce diventa quindi un imperativo, per ottimizzare le spese e ridurre l’importo dei consumi, soprattutto per le piccole aziende. Per farlo bisogna prendere in considerazione alcuni aspetti fondamentali:

1) Distinguere le tariffe aziendali da quelle domestiche. La prima regola è assicurarsi di usufruire di una tariffa luce e gas aziendale, quindi di tipo business. Il fabbisogno energetico di un’azienda è, infatti, diverso da quello di una famiglia, anche se si tratta di una piccola attività, magari a conduzione familiare, svolta nella propria abitazione. Come accertarci che i contatori non facciano riferimento a una tariffa domestica residenziale? Anzitutto il contatore della luce deve misurare la cosiddetta BTA (bassa tensione altri usi) nella quale gli oneri dipendono dalla potenza. Per il gas consideriamo invece che l’Italia è divisa in 6 zone tariffarie, e dunque la tariffa applicata cambierà in relazione alla zona geografica in cui la nostra azienda opera.

2) I trucchi per selezionare le migliori tariffe business. Tra i vari parametri da vagliare per scegliere una tariffa aziendale ad hoc per le nostre esigenze, uno dei principali è il prezzo. Può essere fisso o variabile. Qual è la differenza? Il prezzo fisso per le offerte energia elettrica business non può subire variazioni nel tempo, in base alle condizioni contrattuali. Lo stesso discorso vale per le offerte gas business a prezzo fisso. Il fornitore si impegna a tenerlo ‘fermo’ (ad esempio per 12 o 24 mesi) e così l’utente avrà maggiore certezze sull’importo delle bollette. Il prezzo variabile, la parola stessa lo dice, può risentire di una serie di variazioni in base all’andamento del mercato e, in particolare, di un indice di riferimento. Per la luce ad esempio occorre considerare il cosiddetto PUN, ovvero il prezzo unico nazionale che varia ogni mese.

3) Le offerte business green e quelle “su misura”. Tra le proposte-tipo per una fornitura di energia aziendale ci sono le offerte green, basate su energia ricavata da fonti rinnovabili. Accanto a queste troviamo i contratti che variano in base alla ‘taglia’ del nostro fabbisogno energetico. Si tratta di offerte che diventano sempre più vantaggiose all’aumentare dei kilowattora di luce o dei metri cubi di gas consumati. Il loro prezzo si riduce all’aumentare dei consumi. In genere le piccole imprese e i professionisti hanno consumi fino a 30000 kWh/anno per la luce e fino a 15.000 Smc/anno per il gas. Se consideriamo le medie imprese i consumi della luce salgono a 100.000 kWh/anno e quelli del gas a 100.000 Smc/anno. Di solito, infine, le grandi imprese hanno consumi di portata superiore a 100.000, sia in termini di kWh che di Smc. Accanto a queste due proposte contrattuali c’è anche spesso la possibilità di concordare prezzi ad hoc per la singola azienda con il fornitore.

4) Valutare i bonus fiscali e i vantaggi dei pagamenti elettronici. Un buon consiglio di risparmio è pertanto informarsi sull’esistenza di eventuali agevolazioni fiscali nazionali, che consentano di risparmiare sulle bollette. Può essere utile, inoltre, prestare attenzione alle modalità di fatturazione delle bollette. Ad esempio, optare per la domiciliazione bancaria delle fatture e l’invio della bolletta solo in formato elettronico aumenta il nostro margine di risparmio. Queste soluzioni, inoltre, agevolano i pagamenti: con la domiciliazione il costo delle bollette di luce e gas viene addebitato direttamente sul nostro conto corrente o su una carta di credito, risparmiandoci la fastidiosa incombenza di dover versare materialmente le somme dovute a ogni scadenza.

5) Luce: scegliere tra monoraria e bioraria: che differenza c’è. Nella scelta della tariffa luce migliore è importante considerare che spesso i prezzi variano in base all’orario di utilizzo dell’energia. Le aziende la cui attività è concentrata durante le ore diurne dovrebbero optare ad esempio per una tariffa dell’elettricità monoraria, il cui prezzo è uguale nel corso della giornata. Se invece i consumi di elettricità sono concentrati principalmente di sera o durante il weekend sarà più conveniente sottoscrivere una tariffa bioraria.

6) A partire dal primo gennaio 2022 sarà obbligatorio il passaggio al mercato libero dell’energia e del gas naturale. Fino a quel momento si potrà stipulare un contratto aziendale luce nel mercato libero solo per le aziende collegate alla rete a bassa tensione con meno di 50 dipendenti e fatturato fino a 10 milioni di euro. Per quanto riguarda il gas, invece, le piccole aziende sono già obbligate a scegliere un’offerta del mercato libero da 2013. Per chi voglia cambiare fornitore si consigliano le tariffe dual fuel, più economiche e in grado di garantire una fornitura congiunta di luce e gas con la stessa azienda.

7) Il comparatore: una bussola per orientarsi in un mare di offerte. L’uso di un comparatore è indispensabile per individuare le soluzioni migliori, e orientarsi tra offerte a prezzo fisso e a prezzo variabile.

Riepilogando: una buona idea è quella di puntare sulle offerte dual fuel e a prezzo bloccato, così da evitare gli eventuali rincari del mercato energetico. Per la luce, le offerte multi-orarie possono rappresentare un’opzione conveniente. Eliminare i costi accessori grazie alla domiciliazione bancaria e alla bolletta digitale. Infine avvalersi di eventuali bonus e agevolazioni fiscali disponibili per le aziende.

Articolo:  adskronos.com