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Bollette, maxi aumenti di luglio: perché le tariffe di gas e luce volano

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Bollette, maxi aumenti di luglio: perché le tariffe di gas e luce volano

Pubblicato da: Francesca Emilio
Categoria: Notizie

Aumentano le bollette di luce e gas con un incremento definitivo del 9,9% per la bolletta dell’elettricità e del 15,3% per quella del gas nel terzo trimestre del 2021 per la famiglia tipo in tutela. Ma perché stanno aumentando così tanto le tariffe? Lo spiega la stessa Arera, l’Autorità per l’energia, nel suo comunicato in cui analizza con precisione i motivi alla base degli aumenti annunciati giovedì sera (che hanno a che fare anche con la pandemia). Dopo i ribassi delle materie prime infatti durante il Covid-19, è in corso da tempo una forte crescita delle quotazioni delle principali materie prime energetiche, in particolare i prezzi europei del gas che sono cresciuti di oltre il 30% nel secondo trimestre del 2021 rispetto al primo e risultano sempre più correlati con il prezzo della CO2 che, nel mese in corso, si è attestato oltre i 50 €/tCO2, anche per le attese di un possibile rafforzamento delle vigenti politiche comunitarie per il contenimento delle emissioni nocive dei gas serra.

Questi aumenti stanno causando ripercussioni sulle tariffe e sui prezzi finali dei consumatori non solo in Italia ma anche in altri paesi europei, come la Spagna e la Francia. Ma il forte aumento delle quotazioni – in continua crescita da inizio anno per la ripresa delle economie – e la decisa crescita dei prezzi dei permessi di emissione di CO2, avrebbero potuto portare a un aumento ancora più alto (di circa il 20% della bolletta dell’elettricità) se il governo non fosse intervenuto con un provvedimento di urgenza per diminuire la necessità di raccolta degli oneri generali in bolletta del prossimo trimestre.

L’Autorità infatti, utilizzando le leve regolatorie, ha conseguentemente ridimensionato gli oneri generali per il trimestre luglio-settembre, attuando una forte riduzione degli oneri generali relativi al sostegno delle energie rinnovabili (ASos), oltre a un’ulteriore riduzione anche dei rimanenti oneri generali (Arim), in particolare di quelli per la promozione dell’efficienza energetica. «Senza il decreto — ha spiegato il presidente ARERA, Stefano Besseghini — l’aumento delle bollette sarebbe stato molto più pesante. Tenendo conto della tendenza internazionale all’aumento dei prezzi delle materie prime e delle scelte europee sulla limitazione dei gas serra, appare ancora più importante consolidare l’utilizzo dei proventi delle aste dei permessi di emissione CO2 a contenimento delle bollette».

Articolo: corriere.it