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Bollette luce e gas, nuove misure contro il caro energia per famiglie e imprese

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Bollette luce e gas, nuove misure contro il caro energia per famiglie e imprese

Pubblicato da: Francesca Emilio
Categoria: Notizie

Il governo sta mettendo a punto ulteriori misure dirette ad attenuare l’impatto che il caro energia sta avendo sulle bollette di luce e gas delle famiglie e delle imprese. Lo si apprende da fonti di palazzo Chigi. Sono diverse le motivazioni per cui il governo è pronto a intervenire nuovamente.

Prima preoccupazione: aiutare famiglie e imprese. Sulle prime, il peso nel 2022 potrebbe infatti aggirarsi intorno ai 1.000 euro secondo gli osservatori; mentre sulle imprese avrebbe, sempre nel 2022 — a detta del delegato del presidente di Confindustria per l’energia Aurelio Regina — un carico pari «a 37 miliardi, quanto una manovra finanziaria». Guarda invece alle promesse sulla transizione ecologica Legambiente: «Il rincaro delle bollette non si risolve attraverso un’insensata corsa al gas e al nucleare, ma puntando su fonti pulite, efficienza e auto-produzione; se anche solo il 50% delle rinnovabili oggi sulla carta venisse realizzato, l’Italia avrebbe anche già raggiunto gli obiettivi climatici europei».

Il documento contenente la proposta con le misure anti-rincaro è stato consegnato al premier Mario Draghi a inizio gennaio dal ministro della Transizione ecologica Roberto Cingolani. Sul provvedimento — che oltre a prevedere misure strutturali dovrebbe toccare una decina di punti fondamentali per ammorbidire la corsa dei prezzi (Iva, contributo di solidarietà da parte dei produttori, aste CO2) — è ora aperta una valutazione da parte dei tecnici. Una riunione tra capi di gabinetto e direttori generali dei ministeri coinvolti (Transizione ecologica, Economia, Sviluppo economico) è già servita a mettere in fila gli interventi più urgenti. Dopodiché l’intero schema finirà sul tavolo della discussione politica, coinvolgendo i ministri e i capidelegazione degli schieramenti delle forze in campo.

Il quadro di dettaglio ancora è in via di definizione ma l’obiettivo, come detto più volte dal premier Mario Draghi, dovrebbe essere quello di chiedere anche ai produttori un contributo per mitigare i rincari di luce e gas, come del resto è accaduto Oltralpe. Redistribuire l’extragettito delle società è peraltro la richiesta che arriva, con sempre maggiore insistenza, dai partiti di maggioranza, a partire da Lega e Movimento 5 Stelle. Il meccanismo non è semplice da mettere a punto e le riunioni tecniche si sono susseguite per tutta la giornata a Palazzo Chigi e proseguiranno nei prossimi giorni. L’idea sarebbe infatti quella di tentare di intervenire già la prossima settimana, all’interno del decreto con i nuovi sostegni anti-Covid o con un provvedimento ad hoc. Con un punto che al momento sembra rimanere fermo, nonostante le richieste arrivate dai partiti: non sarebbe previsto alcuno scostamento dei conti pubblici. Tre le ipotesi del tappeto il viceministro dell’Economia Laura Castelli indica un «meccanismo» per richiedere un «contributo di solidarietà» agli operatori energetici, per contenere l’aumento dei prezzi delle bollette. Allo studio dell’Esecutivo anche un intervento «non oneroso» sui proventi delle aste per la Co2.

Articolo: Corriere.it