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Aumento bollette luce e gas: cosa farà il governo Draghi nei prossimi mesi

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Aumento bollette luce e gas: cosa farà il governo Draghi nei prossimi mesi

Postato da: Francesca Emilio
Categoria: Notizie

Il premier Mario Draghi ha dichiarato che per il caro bollette “bisogna pensare a misure di tipo strutturale”, e che questa riflessione “avrà luogo all’interno della legge di Bilancio”. Ma la legge di bilancio deve essere approvata entro fine anno, e fino ad allora l’aumento – stoppato solo per una percentuale di italiani – è realtà. “La transizione ecologica è una grandissima trasformazione che ha dei costi sociali e il governo deve accompagnare i lavoratori e le imprese nell’affrontarli. L’azione del governo sarà sempre ispirata a cercare di mitigare le conseguenze sociali della transizione” ha aggiunto il presidente del Consiglio a Brdo, in Slovenia, al termine del Vertice informale dei membri del Consiglio europeo e del Vertice Ue-Balcani occidentali. “E’ positivo – dice Draghi – non farsi trovare completamente impreparati di fronte a picchi di prezzi che hanno conseguenze sull’economia italiana e sulla distribuzione, sulla diseguaglianza. L’intervento del governo sulle bollette è stato teso a mitigare gli effetti dell’aumento del prezzo sul piccolo consumatore e sarà la bussola che seguiremo anche durante la transizione ecologica”, ha concluso.

Senza le misure decise da Palazzo Chigi l’impatto degli aumenti avrebbe portato a un aumento superiore al 45% della bolletta dell’elettricità, e di oltre il 30% del gas (per quest’ ultimo combustibile c’è da contabilizzare anche la riduzione dell’Iva dal 22 al 5%). Le risorse stanziate dal governo sono state destinate al contenimento della bolletta delle famiglie e delle micro-imprese, 2,5 miliardi di euro all’azzeramento degli oneri generali di sistema per la luce per il prossimo trimestre, e 500 milioni circa al potenziamento dei bonus.

Marco Vignola, responsabile del settore energia dell’Unione Nazionale Consumatori, evidenzia due problemi: “Il primo è che urge un intervento anche prima della Legge di Bilancio, data la stangata da 355 euro, luce 184 e gas 171, che abbiamo già iniziato a pagare dal primo ottobre. Bisogna che il Governo almeno mantenga subito la promessa di azzerare gli oneri di sistema, cosa avvenuta per la luce ma non per il gas, ridotti del 66,26%. Restano, infatti, 1,34 cent al metro cubo, che se fossero tolti ridurrebbero l’aumento di una famiglia tipo di circa 19 euro, 18 euro e 76 cent” prosegue Vignola. “Quanto all’intervento strutturale, la proposta è di trasferire gli oneri sulla fiscalità generale, eliminare le accise e le addizionali regionali del gas, stabilizzare la riduzione dell’Iva sul gas” conclude Vignola.

Gli oneri di sistema pesano per oltre il 10% sulle bollette degli italiani. La bolletta elettrica si compone di quattro voci: la componente energia (circa il 60% del totale), le spese per il trasporto e la gestione del contatore (18%), gli oneri di sistema (10%) e le imposte (10%).

“Investire in infrastrutture è fondamentale. Le nostre linee elettriche, considerate all’avanguardia a livello europeo e non solo, abilitano la transizione energetica e generano un volano economico importante per il Paese. Terna ha programmato investimenti per oltre 18 miliardi di euro nei prossimi dieci anni e ogni miliardo investito da noi in infrastrutture ne genera 2-3 in termini di Pil e consente di creare circa 1000 nuovi posti di lavoro” ha sottolineato l’amministratore delegato di Terna, Stefano Donnarumma, in occasione del Digital Summit di EY. “Con gli investimenti in infrastrutture e sulle rinnovabili possiamo aumentare la produzione di energia da fonti rinnovabili dall’attuale 35-37% al 55-60%. In questo modo, sarà possibile contenere i costi delle bollette su cui sta pesando l`oscillazione del prezzo del gas. L’incremento di spesa, infatti, è principalmente legato al costo delle materie prime, mentre la voce per il trasporto dell’energia non è cresciuta di un euro”, ha concluso.

L’inflazione energetica rischia di generare un duro colpo per milioni di cittadini europei; il governo Draghi in Italia e il governo Sanchez in Spagna sono già intervenuti sulle bollette dei cittadini sussidiandone l’abbattimento o decurtando le tasse. La strategia pragmatica e realista dovrebbe orientarsi alla ricerca di una coniugazione tra le prospettive di medio-lungo termine per costruire un’economia ad alta sostenibilità basata sull’efficienza e l’innovazione tecnologica e le necessità di breve periodo per proteggere la crescita.

Draghi sarebbe favorevole all’opzione di un consorzio europeo per lo stoccaggio del gas. Lo ha detto lo stesso presidente del Consiglio, rispondendo a domanda in conferenza stampa a Brdo, al termine del vertice Ue in Slovenia. “Certamente – ha affermato il premier – reputo una cosa molto positiva non farsi trovare impreparati rispetto a picchi dell’energia che non hanno solo conseguenze sull’economia ma anche sulla distribuzione, sulla diseguaglianza. L’aumento dei prezzi dell’energia che stiamo sperimentando in Italia è problema di tutti”.

L’80% del rincaro sulle bollette dipende dall’aumento del prezzo del gas: non si può che partire da lì. “Per mitigare l’impatto degli aumenti dei prezzi essenzialmente del gas il governo è intervenuto due volte. Il problema si riproporrà il primo gennaio prossimo”, ha detto il ministro Franco nel corso dell’audizione sulla Nadef alle commissioni Bilancio di Camera e Senato sui dati sulla crescita economica. “L’aumento del costo dell’energia è tema che va monitorato e bisogna valutare se fare qualcosa a livello nazionale ed europeo per attenuare questa dinamica”.

Articolo: Today.it