Bollette luce, dal 1° gennaio 2026 una piccola grande rivoluzione attende gli utenti italiani. Il punto di svolta per il mercato libero dell’energia arriva in risposta alla direttiva europea 2019/944, già recepita in Italia con il decreto legislativo 210/2021.
Bollette, tempi dalla firma al cambio di operatore
Arera, l’Autorità di Regolazione per Energia Reti e Ambiente, introdurrà lo switching lampo, cioè il passaggio da un operatore all’altro in appena 24 ore per la parte tecnica, contro gli attuali 1-2 mesi.
L’obiettivo è chiaro: facilitare l’accesso a offerte luce più competitive e aumentare la concorrenza, replicando in ambito energetico il modello della telefonia, dove il cambio di operatore in un giorno ha triplicato la mobilità dei consumatori in pochi anni (dal 14% al 35% in un biennio). Ma dietro questa rivoluzione si celano nodi tecnici e timori per gli operatori.
La novità riguarda clienti domestici e piccole imprese. In pratica, l’aggiornamento nel Sistema Informativo Integrato (Sii), gestito da Acquirente Unico, avverrà in 24 ore. In termini commerciali, però, serviranno circa tre settimane per completare l’iter e ricevere la prima bolletta dal nuovo fornitore. È comunque un salto enorme rispetto agli attuali due mesi medi.
Il rischio del “turismo energetico” delle bollette
Se gli utenti sono entusiasti, gli operatori segnalano un pericolo concreto: la possibilità che clienti morosi o in cerca di promozioni temporanee sfruttino la rapidità per passare da un gestore all’altro evitando pagamenti o approfittando di sconti. Si parla in questo caso di “turismo energetico”, già noto in altri settori. Quando propongono una tariffa scontata, gli operatori puntano al guadagno sul lungo periodo fidelizzando l’utenza. Ma un turismo energetico di massa manderebbe in perdita le aziende dell’energia.
Le contromisure proposte vanno da un tetto massimo di cambi annui alla richiesta di cauzioni, fino a verifiche più serrate su identità e solvibilità del cliente. Il passaggio ad un solo giorno per lo switching delle bollette energetiche richiederà alle aziende uno sforzo organizzativo enorme, soprattutto nei reparti di back-office e customer care. In poche ore dovranno essere svolti controlli che oggi richiedono settimane, come la verifica del merito creditizio. Senza queste garanzie, il rischio è che l’innovazione si trasformi in instabilità per il mercato. La rivoluzione è in arrivo. Resta ora da capire se sarà una corsa verso prezzi più bassi e servizi migliori o una giostra in cui solo i più veloci avranno la meglio.
Più concorrenza nel mercato dell’energia
Secondo gli analisti, lo scenario post-2026 vedrà utility costrette a rinnovare le offerte con maggiore frequenza, monitorando in tempo reale la concorrenza e puntando su pacchetti integrati: tariffe variabili per fasce orarie, servizi aggiuntivi (telefonia, manutenzione, finanza).
Opportunità con il cambio di operatore in 24 ore
Per i cittadini, il vantaggio immediato sarà la possibilità di reagire rapidamente a rincari e condizioni poco trasparenti. Per i comparatori di tariffe, si apre invece una stagione d’oro: c’è già chi ipotizza sistemi di “auto-switching” automatico, che cambiano fornitore al cliente non appena emerge un’offerta migliore, riducendo ulteriormente il legame diretto tra operatore e utente.
Così commenta l’analista Simona Benedettini, raggiunta da La Repubblica: Le utility dovranno aggiornare le offerte con maggiore frequenza monitorando in modo continuativo la concorrenza ma soprattutto sviluppando offerte innovative, che prevedono tariffe differenziate in base alle fasce orarie di consumo.
Articolo: QuiFinanza.it