{"id":6162,"date":"2024-09-10T14:04:04","date_gmt":"2024-09-10T12:04:04","guid":{"rendered":"https:\/\/cabtutela.it\/?p=6162"},"modified":"2024-09-10T14:04:04","modified_gmt":"2024-09-10T12:04:04","slug":"bollette-della-luce-perche-quelle-italiane-sono-tra-le-piu-alte-in-europa-e-cosa-cambierebbe-con-il-prezzo-unico-europeo-dellelettricita","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/cabtutela.it\/ita\/bollette-della-luce-perche-quelle-italiane-sono-tra-le-piu-alte-in-europa-e-cosa-cambierebbe-con-il-prezzo-unico-europeo-dellelettricita\/","title":{"rendered":"Bollette della luce, perch\u00e9 quelle italiane sono tra le pi\u00f9 alte in Europa e cosa cambierebbe con il prezzo unico europeo dell\u2019elettricit\u00e0"},"content":{"rendered":"\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Le bollette della luce degli italiani sono tra le pi\u00f9 care in Europa. E&#8217; quanto emerso da un\u2019analisi fatta nei mesi scorsi da Facile.it sui dati Eurostat la quale ha evidenziato che le bollette dell\u2019elettricit\u00e0 di una famiglia italiana tipo \u2013 con un consumo di 2.700 chilowattora \u2013 sono costate in media 960 euro, il 23% in pi\u00f9 (a parit\u00e0 di consumi) rispetto alla media dei paesi dell\u2019Unione europea. Se si prende in considerazione il prezzo dell\u2019elettricit\u00e0, le tariffe italiane lo scorso anno sono state le quinte peggiori di tutta l\u2019Ue. Pagano pi\u00f9 di noi soltanto Cipro (970 euro in media all\u2019anno), Danimarca (poco meno di mille euro all\u2019anno), Germania e Belgio (1.100 euro all\u2019anno). Va decisamente meglio ad altri paesi europei, come Francia (660 euro), Spagna (645 euro), Grecia (627 euro) e Ungheria, che con 310 euro annui \u00e8 il paese Ue dove la fornitura di energia elettrica costa meno in assoluto.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Ma perch\u00e9 in Italia le bollette pesano pi\u00f9 che altrove? Secondo Paolo Cazzaniga, esperto dei mercati di energia per Altroconsumo, le ragioni sono almeno due. Innanzitutto, \u00abla presenza degli oneri di sistema, ovvero la componente parafiscale che ancora oggi \u00e8 presente nella composizione della bolletta elettrica\u00bb. Si tratta di un contributo versato dai consumatori e che viene utilizzato, fra le altre cose, per finanziare incentivi allo sviluppo delle fonti rinnovabili, la messa in sicurezza del nucleare, la copertura delle agevolazioni tariffarie per il settore ferroviario, il sostegno alla ricerca, le agevolazioni alle imprese energivore e la promozione dell\u2019efficienza energetica. Gli oneri di sistema, spiega Cazzaniga, \u00abpesano per circa il 16%\u00bb sull\u2019ammontare complessivo della bolletta. Di recente, una parte di questa voce \u00e8 stata trasferita alla fiscalit\u00e0 generale, ossia l\u2019insieme delle entrate fiscali che riscuote lo Stato. Ma, avverte l\u2019esperto, la componente parafiscale \u00abrimarr\u00e0 una voce importante almeno fino al 2030\u00bb.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Per quanto riguarda invece il costo della materia prima, a incidere \u00e8 soprattutto il mix energetico, ossia l\u2019insieme delle fonti energetiche utilizzate per produrre energia elettrica. \u00abUna generazione elettrica che dipende in modo significativo dal gas come combustibile per le centrali, in questi anni di crisi dei prezzi del gas, ha notevolmente impattato\u00bb, osserva Cazzaniga. Il confronto tra le bollette dei diversi Paesi europei conferma questa ricostruzione. In Francia, dove la maggior parte dell\u2019energia proviene dal nucleare, l\u2019elettricit\u00e0 ha un prezzo molto pi\u00f9 basso che in Italia. E lo stesso avviene in Spagna, dove il mix energetico si compone soprattutto di rinnovabili ed energia atomica. In Italia quasi il 50% dell\u2019energia viene prodotta in centrali alimentate a gas. Una percentuale quasi tre volte superiore alla media dei Paesi Ue. In un periodo storico in cui l\u2019invasione russa in Ucraina ha portato il prezzo del gas alle stelle, l\u2019Italia si \u00e8 ritrovata pi\u00f9 esposta di altri Paesi europei. E la crisi dei prezzi, fa notare l\u2019esperto di Altroconsumo, \u00abnon \u00e8 per nulla rientrata\u00bb.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Nel 2022, l\u2019Unione europea si \u00e8 messa al lavoro per riformare il mercato elettrico, con una riforma che \u2013 perlomeno nelle intenzioni \u2013 dovrebbe fornire una risposta di lungo periodo alla crisi energetica scoppiata negli scorsi anni. Il nuovo pacchetto legislativo \u00e8 stato approvato in via definitiva ad aprile 2024 e conferisce a Bruxelles il potere di dichiarare una crisi dei prezzi a livello comunitario oppure regionale, consentendo agli Stati membri di adottare misure temporanee per frenare gli aumenti in bolletta. C\u2019\u00e8 per\u00f2 chi avrebbe voluto spingersi oltre e approvare regole decisamente pi\u00f9 ambiziose, per esempio arrivando a un prezzo unico europeo dell\u2019elettricit\u00e0. Al momento, in Italia tutto ruota attorno al Pun, il Prezzo Unico Nazionale, ottenuto dall\u2019incontro tra domanda e offerta sulla Borsa elettrica italiana. Secondo alcuni osservatori, integrare i diversi mercati europei permetterebbe di avere bollette pi\u00f9 basse ma soprattutto di gestire meglio il flusso dell\u2019energia. \u00abL\u2019elettricit\u00e0 in eccesso si potrebbe trasportare pi\u00f9 facilmente verso zone in cui si ha una carenza a soddisfare la domanda\u00bb, fa notare ancora Cazzaniga. Perch\u00e9 si arrivi a un prezzo unico europeo, per\u00f2, \u00e8 necessario prima sviluppare le infrastrutture elettriche nazionali e legarle tra loro. Un percorso tutt\u2019altro che scontato e che avrebbe bisogno di diversi anni e grandi investimenti per essere completato.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Articolo: Open.online.it<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Le bollette della luce degli italiani sono tra le pi\u00f9 care in Europa. 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